La censura contro WikiLeaks, Twitter e gli attacchi a Visa e Mastercard

Da quando WikiLeaks ha iniziato a diffondere i cablogrammi ‘intercettati’ non passa giorno senza una censura o un attacco dai parte dei sostenitori del sito e di Julian Assangr.

Per molti giorni gli utenti Twitter si sono lamentati su una presunta censura del sito sociale nei confronti dell’ hastag WikiLeaks e di come lo stesso non sarebbe mai comparso nei trend della frasi più usate dagli utenti nei loro messaggi.

Tutto ciò ha ovviamente insospettito gli utenti della rete che hanno subito gridato alla censura da parte di Twitter verso l’affare WikiLeaks.

Dopo qualche giorno di silenzio la stessa Twitter ha spiegato il perché di questa ‘mancanza’ . Secondo i vertici di Twitter i trend vengono stabiliti in base al loro ritmo di crescita nel breve periodo e gli hashtag che hanno una maggior crescita nel minor spazio temporale vengono automaticamente segnalati come ‘hot’.

L’hashtag WikiLeaks, sempre secondo Twitter, avrebbe avuto dei numeri davvero grossi ma la sua crescita è stata costante nel tempo non generando quindi un trend.

Molti hanno espresso scetticismo verso questa spiegazione e hanno visto la dichiarazione dei boss di Twitter come una scusa, anche abbastanza debole, che maschera in realtà una volontà censoria nei confronti di Assange e del suo sito.

Altra dimostrazione di questa teoria della censura è che da qualche ora anche il canale Anon_Operation è stato sospeso da Twitter.

Questo canale era attribuito alla rete di informatici che per sostenere Assange stava attaccando i vari siti di carte di credito, come Visa e Mastercard, che avevano congelato i canali finanziari di approvvigionamento di WikiLeaks.

A questo punto voi cosa pensate? Semplice casualità o censura spudorata da parte dei giganti della rete??

Se volete maggiori info qui trovate un’ottima analisi del problema (in inglese)

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